Sono le 6.40 quando si sentono i primi movimenti al secondo piano, si avverte trepidazione nell’aria e voglia di incontrarsi ancora per proseguire il cammino. Il sole è arrivato sulle cime dei monti e il tempo viaggia veloce, salutiamo il personale che ci ha accolti con entusiasmo e riprendiamo la salita verso il rifugio Tuckett. Il sole arriva presto a illuminare la nostra strada e il passo è veloce, possiamo quindi proseguire dopo il rifugio e arrivare nei pressi della Bocca del Tuckett: l’ambiente è lunare e i tratti di ghiaccio tra le vette brillano al sole, siamo punti nell’universo austero delle rocce in continuo, lento divenire. Dopo il pranzo troviamo un grande masso obliquo che spalleggia la vallata: è il posto ideale per estrarre dagli zaini i nostri strumenti musicali e far risuonare le guglie dentate che ci ascoltano silenziose. La musica si diffonde e i camosci alzano la testa e da lontano si fermano ad ascoltare.

Alle 14.30 riprendiamo il cammino in direzione del rifugio Graffer lungo il sentiero 316, l’ultimo tratto da percorrere è in discesa ma prima di scendere verso il rifugio ci fermiamo per una breve sosta di spiegazione sull’arrampicata. Fabrizio, la nostra guida, ci spiega che è tutta una questione di equilibrio: chi arrampica si mette in relazione con la parete come se suonasse una melodia fatta di avvicinamento e allontanamento del bacino dalla roccia: mani, braccia, gambe, piedi, devono muoversi in accordo, senza movimenti bruschi, lo sguardo deve essere vigile e il pensiero sempre rivolto in alto, al positivo. Arrampicare è infatti scegliere la via dell’ottimismo, perché la testa trasmetta energia a tutto il corpo. Così è anche la vita: la realtà rimane identica ma il risultato cambia se noi ci abituiamo a vedere sempre il lato buono!
In prossimità del rifugio il suono della funivia del Grostè ci sorprende e ci accompagna fino alle 17, poi ancora silenzio e pace. Il tramonto è la percezione che qualcosa di misterioso è intorno a noi: ne cogliamo la presenza e proviamo qualcosa di bello dentro di noi. Si conclude anche il secondo giorno, dal rifugio Casinei al rifugio Graffer passando per il Tuckett, km percorsi: 18,3 Dislivello in salita: m 670. Alle 7 siamo tutti schierati sulla lunga tavolata del rifugio, l’umore è buono anche perchè i nostri concerti del dopocena suscitano molta simpatia e ci fanno fare esperienza di condivisione: energia in circolo! La condivisione amplifica la gioia!